Che piattaforma usi per le tue videoconferenze?

In questi giorni di grande emergenza per questo maledetto virus, parole come SmartWorking, videconferenze, webinar, lezioni online, sono diventate comuni a tutti, non solo per chi lavora o studia, ma semplicemente per chi desidera confrontarsi, parlare in gruppo vedendosi, senza uscire di casa.

Un po’ per necessità, un po’ per passione mi sono messo a fare una ricerca che sicuramente risulterà incompleta, ma credo ugualmente utile per chi si sta domandando:

“Ma quale strumento uso per collegarmi? Possibilmente senza spendere un euro… oppure no, qualche euro, se funziona bene ed è semplice da usare sono disposto anche a spenderlo.”

Ecco quindi i miei appunti che condivido volentieri, e incomincio dicendo che noi a Kaleidon, su suggerimento del nostro amico/partner di 5ADesign Federico Parrella, da alcuni mesi abbiamo adottato Whereby.com con cui inizio questa carrellata.

Whereby

Whereby sembra rispondere sempre molto bene nella resa audio/video, ma soprattutto è geniale per la semplicità con cui puoi diffondere un indirizzo che permetta a chiunque abbia un browser (preferibilmente Chrome) di collegarsi immediatamente senza quindi installare nulla. Esiste anche un’app performante per smartphone o tablet.
Nella Versione Free chiunque può aprire una room con un proprio nome, dove possono esserci al massimo 4 partecipanti. Chi partecipa non deve essere per forza registrato alla piattaforma. Parteciperà semplicemente come guest.
Chiunque conosce l’indirizzo entra nella room senza chiedere permesso, questo potrebbe a volte risultare antipatico.
Nella Versione PRO si ha la possibilità di avere 3 room con indirizzi diversi.
Quindi oltre a Kaleidon, noi ne abbiamo create altre due con indirizzi diversi. Queste room possono essere create da un amministratore che può anche decidere se le room sono aperte o chiuse. In questo secondo caso chi conosce l’indirizzo bussa alla porta prima di entrare e l’amministratore approva l’entrata nella room vedendo prima la faccia di chi bussa.
In ognuna delle 3 stanze possono entrare 12 partecipanti.
La versione Business permette 50 partecipanti e un numero superiore di room a seconda del piano tariffario.
Qui i dettagli dei costi e le caratteristiche delle tre versioni.

Google Meet

Meet si inserisce nel contesto di un’offerta ampia e interessante che si chiama Google Suite.
Nello specifico Meet permette nella versione più economica (non gratuita) di avere fino a 100 partecipanti che possono essere invitati da un amministratore che inviterà gli ospiti nel dominio meet.google.com comunicandogli un codice d’ingresso.
Questi i costi delle tre tipologie di offerte:

In generale tutto il pacchetto è molto interessante non solo per le videoconferenze, ma come strumento di lavoro e di collaborazione.


GoToMeeting

Si presenta come una soluzione molto interessante. Intanto ha una pagina anche in italiano e questo non guasta. Sembra esserci un supporto importante, ed anche una fornitura associata di servizi per il training, i webinar, compresa di hardware.
Non esiste versione Free, ma una versione di prova per 14 giorni.
La versione più economica 10,75 € /mese permette 150 partecipanti.
Esiste poi sempre della stessa azienda

GoToWebinar

Sembra una soluzione adatta alla formazione di tipo aziendale, con caratteristiche di analisi e statistiche. La versione più economica per 100 partecipanti costa € 89/mese.

Zoom.us 

È forse uno dei sistemi in questo momento fra i più nominati. E quindi ci sarà un perché in senso positivo. È disponibile una versione gratuita, con il limite di 40 minuti per ogni meeting a cui possono partecipare fino a 100 utenti. (Sto scoprendo in questi giorni che in moltissimi casi il limite del tempo più che un difetto è un pregio 🙂 )


Webex Cisco

Si presenta sicuramente in maniera professionale come il nome della azienda che lo produce.
Mi sembra simile per caratteristiche a Zoom e GoToMeeting, propone anche una versione personal completamente gratuita che permette conferenze con 100 partecipanti e mi par di capire senza limiti di tempo. Il test che ho fatto in studio ha funzionato molto bene e la richiesta di installazione di una piccola parte non è stata di ostacolo ai partecipanti.
Mi riprometto di fare una prova con alcuni nostri clienti che possiedono anche l’hardware Cisco, grandi monitor e webcam, nelle loro sale riunioni.

Big Blue Button 

Strumento open source pensato appositamente per la didattica, si può provare gratuitamente in una versione demo completamente funzionante, sembrerebbe senza limiti di tempo ne di partecipanti.
È un sistema che ho testato registrando un account, in cui oltre alla videoconferenza puoi usare una interessante lavagna didattica, la condivisione di file di presentazione e un sistema di sondaggio in diretta.
Mi pare di capire che può essere particolarmente interessato a questa soluzione chi vuole installare il software open source su un proprio server senza piattaforme intermedie.

Jitsi.org 

Anche questo strumento è open source e sembra particolarmente apprezzato in qualche commento che ho letto sparso per la rete. Non ho approfondito più di tanto. Ma esiste un valido aiuto in italiano a questo indirizzo.

Screen

(aggiunto 27 marzo 2020)
Non ho ancora avuto tempo di testare questa piattaforma che appare molto interessante in quanto permette non solo di condividere lo schermo, ma anche l’operatività lasciando la possibilità di interagire sul computer di un altro. Molto apprezzabile il fatto che per questo periodo la gratuità è estesa anche alla versione standard con più funzioni, come descritto nella pagina relativa ai costi.

Tempo permettendo ulteriori sistemi che meritano un approfondimento sono:
Eztalks, per webinar (c’è versione free)
Twitch.tv per streaming in diretta e hosting di streaming in diretta
Streamyard.com per fare lezioni live da condividere su altre piattaforme (Youtube, Facebook ecc)
Come avete notato non ho detto nulla di Skype che immagino non abbia bisogno di presentazioni, e neppure di Microsoft Teams che come ogni cosa appartenga a questo brand significherebbe addentrarsi in labirinti di informazioni la cui logica non è sempre facile da capire.
by Walt (Valter Toni – Kaleidon.it)

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